Non riaprite quell’incrocio: «Più pericoli di prima»

«A 11 anni dalla chiusura, ci sono più pericoli di prima». Perché gli abitanti sono aumentati e così il traffico pensante. «E non è stata individuata alcuna soluzione per quei rischi: quell’incrocio può diventare teatro di tragedie». L’incrocio potenzialmente “killer” è quello lungo la provinciale 23 Lodi-Borghetto, all’altezza di Case Chiesuolo. Chiuso 11 anni fa proprio per questioni di sicurezza, in queste settimane è al centro di un cantiere che porterà alla riapertura dell’accesso su Strada Longa e quindi in direzione Massalengo. Una scelta su cui, ieri mattina, gli esponenti di “Uniti in Massa” Severino Serafini e Amos Bertolesi hanno acceso i riflettori per denunciarne i rischi. «Siamo felici che sia stata accolta la richiesta dei residenti, ma allo stesso tempo siamo preoccupati perché riteniamo che la soluzione adottata non sia delle migliori e perché potrebbero esserci problemi legati alla sicurezza sia per i cittadini del Chiesuolo sia per chi transita sulla provinciale 23 – spiegano i due esponenti – : rispetto a 11 anni fa gli abitanti sono quadruplicati al Chiesuolo come è aumentato il traffico di mezzi pesanti. Se vi era un pericolo allora, perché oggi viene riaperto l’incrocio senza alcun accorgimento?». Serafini ricorda che, all’epoca, quella zona era stata individuata per creare la rotatoria di accesso al paese, che poi con lo sviluppo del comparto industriale di via dell’Artigianato è stata spostata nella posizione attuale. «Ci aspettavamo che da Strada Longa fosse autorizzata solo la svolta a destra e che la stessa soluzione fosse attuata per chi proviene da Lodi, ma così non è stato – prosegue Serafini – : si è sempre detto che era necessario un investimento ingente, perla tombinatura della roggia e la creazione dello spazio necessario ad allargare l’incrocio. Senza contare che non è stato previsto neanche di inserire dissuasori in altezza per impedire l’accesso ai mezzi pesanti». I due esponenti denunciano anche l’assenza di uno spazio sufficiente per il passaggio dei pedoni lungo Strada Longa. «Chiediamo che la pratica sia ripresa in mano e vengano studiati tutti gli accorgimenti necessari – chiude Serafini – per evitare che quell’incrocio sia teatro di qualche tragedia».  (Articolo tratto da Il Cittadino del 23 dicembre 2017)

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